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Incendi in Europa, 2025 contro 2026

Un confronto tra le mappe satellitari EFFIS delle aree bruciate: la stagione 2026, aggiornata a metà agosto, contro il record dell'intera stagione 2025

di Piero Boccardo

Ogni poligono colorato su questa mappa è un’area bruciata rilevata da satellite: dati del sistema europeo EFFIS (European Forest Fire Information System), il servizio del Copernicus Emergency Management Service che dagli anni duemila raccoglie in tempo quasi reale le rilevazioni di incendio su tutto il continente, incrociando le immagini MODIS con gli algoritmi di stima dell’area bruciata. Il confronto è tra l’intera stagione 2025 — un anno da record per gli incendi in Europa — e la stagione 2026, così come si presenta oggi, a metà agosto, con il periodo più caldo dell’estate non ancora concluso. Muovi la barra verticale per confrontare le due stagioni, usa la rotellina o i pulsanti +/- per ingrandire fino al singolo poligono.

Stagione 2025
Stagione 2026 (a metà agosto)
Legenda: aree bruciate 2025 Legenda: aree bruciate 2026, colorate per recenza del rilevamento
Fonte: EFFIS (Copernicus Emergency Management Service), livello vettoriale MODIS. Base satellitare: Sentinel-2 cloudless © EOX. Il livello 2026 aggiorna quasi in tempo reale e colora ogni poligono in base a quanto tempo fa è stato rilevato; può risultare temporaneamente incompleto nei momenti di picco di carico del server EFFIS. Alla vista d'insieme europea i singoli rilevamenti, resi come marcatori di dimensione fissa, si sovrappongono visivamente in agglomerati continui; usa lo zoom per distinguere le singole aree bruciate.

Un 2026 già a due terzi del record 2025

I numeri confermano quello che le mappe suggeriscono a colpo d’occhio: nei ventisette paesi dell’Unione europea tracciati da EFFIS, il 2025 è stato un anno eccezionale, con circa 1.035.000 ettari bruciati nell’intera stagione. Il 2026, fermo a metà agosto, ha già superato i 620.000 ettari: il 60% del totale 2025, con ancora settimane di stagione a rischio davanti. Rispetto alla media storica di lungo periodo — poco più di 350.000 ettari bruciati in un anno tipico — il 2026 è già al 160% della media, pur restando su livelli più contenuti rispetto all’anno precedente. La lettura d’insieme, insomma, è quella di una stagione meno drammatica della precedente ma comunque ben sopra la norma degli ultimi due decenni.

Le geografie del fuoco cambiano da un anno all’altro

Il dato più interessante emerge scomponendo il totale per paese, perché la mappa del rischio si sposta sensibilmente da un anno all’altro. Nel 2025 il primato spettava senza discussione al Portogallo, dove gli incendi avevano bruciato oltre 278.000 ettari, pari a più del 3% dell’intero territorio nazionale: la quota più alta in assoluto tra i paesi UE. Seguivano Spagna (quasi 393.000 ettari in valore assoluto, la cifra più alta ma su un territorio più esteso) e Romania (oltre 129.000 ettari).

Nel 2026, a metà stagione, la geografia è diversa. Francia e Italia hanno già eguagliato o superato l’intero bilancio del 2025: la Francia è passata da circa 37.000 a oltre 96.000 ettari bruciati, un incremento di due volte e mezzo, mentre l’Italia ha già toccato quota 86.700 ettari, più dell’intero 2025 (84.300), con la stagione ancora aperta. All’estremo opposto, i paesi che nel 2025 avevano pagato il prezzo più alto mostrano per ora un netto miglioramento: il Portogallo è fermo a 63.000 ettari, meno di un quarto del bilancio dell’anno record; la Spagna è a circa 299.000 ettari, sotto il livello 2025 ma pur sempre la cifra assoluta più alta d’Europa; Bulgaria e Romania sono entrambe scese a meno di un settimo dei rispettivi totali 2025.

Nota metodologica

La mappa usa due livelli distinti del servizio WMS di EFFIS: per il 2025, il livello “stagione” consolidato e validato a fine anno (modis.ba.2025); per il 2026, il livello “stagione in corso” (modis.ba.season), che aggiorna i dati quasi in tempo reale e colora ogni rilevamento in base a quanto tempo fa è stato individuato — dal rosso (ultimo giorno) al verde (oltre 30 giorni fa, nella stagione in corso). Trattandosi di un livello non consolidato, può includere rilevazioni preliminari non ancora validate nella forma finale, e può risultare temporaneamente incompleto nei momenti di picco di carico del server EFFIS. Ogni rilevamento è renderizzato come marcatore di dimensione fissa sullo schermo: alla vista d’insieme europea marcatori vicini si sovrappongono in agglomerati continui, mentre zoomando su una singola regione si distinguono i singoli rilevamenti nella loro collocazione reale. Per questo motivo il confronto visivo tra le due mappe va letto come un confronto tra pattern geografici delle rilevazioni, mentre le cifre di superficie bruciata citate nel testo provengono direttamente dalle statistiche ufficiali EFFIS (endpoint estimatesoverview), non da un conteggio dei rilevamenti sulla mappa.


Fonti: EFFIS — European Forest Fire Information System, Copernicus Emergency Management Service (dati aggiornati al 19 agosto 2026); elaborazione cartografica a cura di Piero Boccardo, Politecnico di Torino.